
NEWS & EVENTS
ALTROVERSO
AL FREEMIND GENOVA 2011
MELLOBLOCCO 2011
& Altroverso boulder collection
Come di consueto, Altroverso sarà presente al ritrovo internazionale di boulder Melloblocco con uno dei suoi originali stand in cui sarà possibile incontrare i testimonial, vedere in anteprima alcuni capi della nuova collezione F/W 2011/12 e ricevere in omaggio la guida “BOULDER COLLECTION” contenente 10 storici passaggi boulder della valle completi di metode per la loro salita.Approfittando della realizzazione della guida, il team Altoverso contribuirà alla pulizia dei 10 bulder e alle relative zone di atterraggio.
Giovedì 5 maggio 2011, dalle ore 17 alle ore 19, siete tutti invitati presso lo stand Altroverso dove potremo condividere l’aperitivo di benvenuto e ascoltare musica.
Vi aspettiamo numerosi.
Team altroverso
Scarica Altroverso boulder collection
(pdf 8,25 Mb)
Il 09 di Dicembre ci sarà l’inaugurazione del nuovo negozio” Crazy Idea” di Castione (SO).
All’interno del negozio troverete il corner ALTROVERSO (Vedi foto del corner).
Programma inaugurazione:
- Happy Hours dalle 17,30
- Proiezione filmati freeride
- DJ set by DJK!
Vi aspettiamo!

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Altroverso in Nepal con Ivan Pegorari, guida alpina della Valmalenco
Cronaca di un trekking
La nostra avventura si è svolta nella lunga valle del Kumbu che si sviluppa ad Est di Katmandu, disposta in direzione N-S, ed il cui culmine si trova alla cima più alta del mondo, Sagarmatha per i Nepalesi, monte Everest per il resto del mondo (8848mt).
Da Katmandu un volo di 45 minuti che ci porta a Lukla, un villaggio a quasi 2900 mt di quota, e ci fa risparmiare i primi km della valle del kumbu che si sviluppano lungo la foresta tropicale.
Lukla è un piccolo villaggio il cui aeroporto è lungo poco più di 100 mt e dove decolli ed atterraggi rappresentano spesso uno dei momenti più avvincenti dell’intero viaggio!!
Da Lukla si entra lentamente nella valle, il primo giorno di cammino non si guadagna quota ma si cammina tanto comunque, mentre il 2° giorno arriviamo a Namche Bazar, il luogo dove abbiamo scattato le foto al mercato.
Questo è uno dei villaggi montani più grandi e famosi dell’himalaya, crocevia di innumerevoli sentieri che permettono di comunicare con immense vallate da cui raggiungere a piedi il Tibet. Bancarelle e mercati sono sparsi un po’ ovunque, qui ogni cosa è trasportata dall’uomo, anche il bigliardo a grandezza originale che caratterizza uno dei pub.
A Namche sostiamo per un giorno per acclimatarci, siamo a 3500mt circa e la vegetazione è simile a quella che si può trovare a Primolo, orti, campi di patate, allevamenti di ovini e bovini caratterizzano il villaggio.
Da Namche si entra nuovamente nella valle del Kumbu verso Tengpoche, a 3870 mt di quota, dove troviamo uno dei più grandi templi di monaci buddisti, visibile nelle immagini scattate di spalle alla sua entrata.
L’Amai Dablang, che per la sua forma è considerata la più bella montagna del mondo, fiancheggia il nostro percorso e ci accompagna per 3 giorni, immaginate una montagna di cui per attraversarne il versante Ovest, si deve camminare 3 giorni, ed è alta "solo" 6850 mt.
Arriviamo a Dingpoche, bellissimo villaggio a 4400mt di quota sotto l’imponente parete Sud del Lothse, una delle più alte del mondo. Qui coltivano ancora le patate, mentre la vegetazione è caratterizzata da pascoli ed arbusti, sembra di essere all’Alpe Prabello in Valmalenco, solo al doppio della quota! Qui abbiamo scattato alcune foto boulder con l’amico sherpa Naren.
Qualcuno degli amici del gruppo desiste, la quota lo fa stare male e non sopporta più, scende con uno degli sherpa ad una quota più bassa per stare meglio.
Ora ci incamminiamo verso il Sagarmatha glacer il ghiacciaio fossile dell’Everest che raggiungiamo a 4600 mt circa. Qui, in una piana del tratto iniziale, gli sherpa hanno creato una specie di cimitero monumento con tanti ometti di pietra quanti sono gli sherpa morti sull’everest, coronandolo con le bandierine riportanti i mantra delle loro preghiere.
Qui, alcune foto di spalle sono caratterizzate dalla vista della cima appuntita dell’Amai Dablang e, quelle di boulder su un masso in mezzo ad un pascolo stupendo, immortalano anche una montagna bellissima di 6300mt ancora inviolata, il Taboche.
Arriviamo a Lobuche a 4900 mt. e facciamo visita alla Piramide del CNR che dista 30 minuti circa per poi tornare al villaggio a riposare, la quota si fa sentire ed anche il freddo non appena cala il sole, il cibo di casa è sempre più desiderato. Questa sera è il compleanno del "Cillo" e abbiamo fatto preparare una torta alla "salmonella".
La tappa successiva ci porta a Gorak Shep a 5200 mt., durante il tragitto si attraversa una morena posta su ghiacciaio fossile e l’ambiente è spettacolare, cime enormi sparse ovunque ed un ghiacciaio più largo della Valtellina, una vallata immensa. Il corpo risponde un po’ a rilento ma io ho ancora la voglia di fare qualche passaggio sui boulder che trovo lungo la morena.
Al villaggio alcuni di noi gettano la spugna, la quota li inibisce e non si sentono di salire al Kala Pttar, i 5700 mt della nostra meta.
Noi ci gustiamo lentamente la nostra salita, non tanto per voglia quanto per necessità, più veloci di così non si va. Siamo a ridosso del Pumori, 7150mt. di quota, un fantastica cima che domina tutta quest’area. Ovunque posiamo lo sguardo, la testa si alza ad ammirare le cime innevate che svettano ovunque, è un’incredibile sensazione, pensate che siamo già 900 mt. più alti del Monte Bianco. Ma poi, per guardare lei, la dea madre della terra (traduzione di Sagarmatha, ovvero l’Everest), dobbiamo alzare lo sguardo di 3200 mt. .
E’ difficile comprendere le dimensioni di questi luoghi, descriverle ancora di più, forse osservando le immagini che immortalano le bandierine votive e l’Everest alle spalle si può meglio immaginare la loro unicità.
Il nostro viaggio ha quale destinazione, attraverso il Cho La pass, il villaggio di Gokio ai piedi del Cho Oyo, ma purtroppo il mal tempo ci impedisce di attraversare il passo.
Riprendiamo così la strada del rientro recuperando i compagni lasciati per strada ed arriviamo a Katmandù dove, per due giorni, ci immergiamo in questa caotica città dai tratti asiatici, prima di rientrare in Italia.
Ivan Pegorari
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Non è facile descrivere le emozioni provate, la miriade di sfumature rosse delle pareti di calcare e i profumi di questo viaggio.
Siamo partiti con la certezza di trovare splendidi paesaggi e roccia bellissima, ma non avevamo idea di quello che realmente saremmo riusciti a realizzare.
Il progetto prevedeva la partenza di noi tre, Andrea, Davide e Gio, ma ci siamo poi ritrovati in dodici amici e, forse per questo, il risultato della spedizione è stato perfetto.
Il 15 settembre siamo sbarcati a Marrakech e immediatamente abbiamo respirato una nuova atmosfera, eravamo ospiti in una terra straniera, un po’ accaldati, spaesati ma contenti.
Il minibus stracarico di borse, corde e sacconi uscendo dalla calda e chiassosa Marrakech si è inerpicato su avventurose strade contornate da negozietti, meccanici di strada, carne appesa al sole, anacronistici carretti trainati da asini e persone in cammino in mezzo al nulla. A notte inoltrata, dopo infiniti tornanti polverosi, qualche brivido automobilistico dato da insoliti incontri con dromedari al pascolo, ci siamo gustati la prima cena marocchina con l'immancabile zuppa al cumino. L'indomani la tappa finale del nostro viaggio, in realtà ancora tutto da iniziare, ha condotto i nostri bagagli a dorso di mulo a Taghia, mentre noi abbiamo potuto finalmente smuovere le nostre membra provate dalle troppe ore trascorse seduti.
Questo piccolo villaggio, perso all'imbocco di un canyon e fatto di casupole di sassi e legna, sembra confondersi nell’ambiente circostante, dove si stendono campi coltivati, bassi cespugli spinosi e maestose pareti.
Sono tante le sensazioni che si provano davanti a paesaggi così diversi da quelli che siamo soliti guardare, ci si sente partecipi di tutto ciò che ci circonda, ma forse è l’intensità dei colori di questo compattissimo calcare che più ci ha emozionato e che soprattutto ci ha ricordato il vero motivo del nostro peregrinare: l’arrampicata… Ora rimaneva solo cercare, trovare e salire una nuova via…Detto fatto! In realtà non proprio…
Anche se impazienti di iniziare ciò che poi ci avrebbe fatto rimpiangere il riposo, abbiamo dovuto attendere perché durante i primi giorni, la pioggia e le recenti vie non riportate sulla guida ci hanno ricordato che solo in parte si possono pianificare i progetti. Dopo alcuni giorni dedicati a ripetere alcune brevi vie e piccole escursioni che ci hanno permesso di prendere confidenza con la roccia e dopo aver constatato che tutte le linee logiche erano già state salite, abbiamo iniziato a girovagare alla ricerca della "nostra magic-poco logic-line".
La roccia laggiù è stupenda e la compagnia rendeva la scalata ancora più divertente, ma il nostro obbiettivo era un altro. Dopo 4 giorni, finalmente, ci siamo decisi ad attaccare l'improbabile, e forse impossibile, linea…350 metri di calcare stupendo e strapiombante, dipinto da secchiate di colore giallo, rosso fuoco e ocra che ci osservava e ci sfidava silenzioso. La roccia andava ancora interpretata per trovare una buona linea accessibile, la scelta era stata fatta ed ora, bisognava contare soprattutto sulla buona sorte e sull’esperienza del Gio.
I quattro giorni che ci hanno portato in cima sono sembrati mesi fatti di voli e adrenalina, microfriend scricchiolanti, aeree jumarate, estenuanti trapanate, discese al chiaro di luna e momenti di indicibili sproloqui ingiuriosi rivolti alla sorda e ruvida roccia.
A farci dimenticare ogni sera le fatiche della giornata sono stati le cene dai sapori strani ed un pochino nauseanti, gli amici e le risate che ci attendevano la sera al villaggio.
Il quarto giorno Davide col trapano scarico, ma armato di frontalino martello e chiodi, ha finalmente attrezzato l’ultima sosta della nostra nuova via. E' stato dunque sotto un cielo senza stelle, oscurate tutte dalla luna piena, che è nata "Atlante perverso": una via creata dal team Altroverso per il piacere di scalare, a patto di amare il gonfiore agli avambracci, le taglienti prese a goccia, il piede spalmato, il vuoto sotto le scarpe ed il brivido di qualche passo obbligato.
Team Altroverso
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Relazione della via
Tracciato della via
Roberto Trabucchi in Tibet
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Guarda le foto (by Roberto Trabucchi)
FIRST Altroverso and Crazy Idea Party
Altroverso presente al Melloblocco 2010 il più importante raduno di bouldering europeo.
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Look Book collezione estate 2011
La nuova collezione primavera/estate 2011 è quasi completata e verrà presentata ufficialmente a breve, nel frattempo, ne potrete visionarne sul sito web, grazie al look book appositamente realizzato per l'occasione, un originale anteprima.
Con i nostri migliori auguri per un estate all'insegna dell'arrampicata.
Scarica look book (pdf 5,4 Mb)
Altroverso lancia la propria collezione con un servizio fotografico realizzato in Val di Mello e Val Masino, dove i testimonial sono stati ripresi in azione.
Giovanni Ongaro e Davide Spini sulla nuova via realizzata in Val Cameraccio: RELIGION REBEL 7c+.
Andrea Pavan e Milena Bargna in azione sui boulder della Val di Mello e la falesia del Sasso di Remenno.
Foto by Roby Trab
Nuova avventura extraeuropea per Altroverso, i cui capi della colorata collezione hanno dipinto i magnifici monoliti maliani grazie a:
Anna Ceruti, Alberto Allevi, Alessandro Ayani, Marco Colombo, Graziano bellesini (Ciano) e Lorenzo Martinelli.
FOTO BY ANNA CERUTI
Guarda le foto (foto by Anna Ceruti)
Altroverso in Pakistan con Manuel Panizza
Altroverso presenta il proprio marchio durante il melloblocco 2009
Altroverso ha presentato ufficialmente il proprio marchio durante il più importante raduno di bouldering europeo: Melloblocco 2009. Uno stand nell’originale stile Altroverso è stato costruito con balle di paglia, personalizzate con il colore fluo della collezione 2010. durante l’evento è stato possibile incontrare i testimonial del marchio e ricevere in regalo poster, postcard e cappellini con l’originale marchio papero-coniglio.
Andrea Barbieri, designer Altroverso immortalato da un ignoto paparazzo con il boss in visita allo stand.
Tre uomini, tre domatori della montagna, tre folli amanti delle sfide estreme. Sono loro i testimonial della nuova linea di abbigliamento ALTROVERSO. La nuova collezione sarà nei negozi dalla primavera 2010, fino ad allora nulla vale la pena indossare per affrontare una vera sfida. “Altroverso, or nothing” recita infatti il claim della campagna pubblicitaria che verrà veicolata attraverso cartoline, poster e gadget distribuiti all’interno di punti vendita specializzati e durante i numerosi eventi in programma, dedicati al boulder e al free climbing.